..nuove dai gruppi..


indignabo – gara di cucina!!


“And here are the Living Stones that today welcomed the 600 delegates for the youth ministry in Ravenna” – Pietre Vive

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#ph-indignabo

INDIGNABO E I SETTE SEGRETI DI BOLOGNA

Conoscete I sette segreti di Bologna?

Noi di IndignaBo assieme ai ragazzi della comunità minorile siamo andati alla scoperta degli “angoli” più curiosi e nascosti della città.

Una volta rassicurati i ragazzi, che temevano chilometri e chilometri, siamo partiti da via Guerazzi dirigendoci verso Strada Maggiore.

Eccoci arrivati sotto il portico più caratteristico di Bologna, la stilata lignea di Corte Isolani trafitta da tre frecce. La legg
enda vuole che alcuni sicari, inviati per uccidere il signorotto del palazzo, siano stati distratti da una dama senza vesti affacciatasi da una delle finestre e abbiano sbagliato mira.

Seconda tappa dell’itinerario: la chiamano la piccola Venezia. In via Piella, da una finestrella lungo questa stradina si può ammirare uno suggestivo scorcio del canale Reno, che ricorda il più romantico Canal Grande.IMG_7704.JPG

Il tragitto prosegue per via Indipendenza, direzione Canton de’ fiori,panisvitaper scoprire che IMG_7711canabis protectio” si riferisce all’antico commercio della canapa, attività redditizia per la città di Bologna.

Ultima tappa: Piazza del Nettuno con l’omonima statua e la volta di Palazzo Re Enzo. la scultura di Giambologna cela un dispetto dell’artista verso la curia bolognese: provate a posizionarvi dietro le spalle del Nettuno, vicino l’ingresso della Sala Borsa, e guardate in prospettiva la statua…IMG_7721.JPGInfine sotto il Palazzo Re Enzo, il gioco dell’eco, permetteva ai lebbrosi di confessarsi posizionandosi agli angoli opposti della volta.

ps. I più accorti tra di voi avranno notato che in realtà abbiamo parlato solo di cinque dei sette segreti della città.

Gli ultimi due sono in luoghi inaccessibili a noi universitari. Uno è la cattedra del rettore, sulla quale è iscritto il motto panum resis, che indica la conoscenza come fonte di decisione; l’altro la torre degli asinelli, in cima alla quale è conservato un vaso rotto che simboleggia la capacità della città di risolvere I problemi.

 Indignabo-RL – Gabriella, Irene e Matteo


Ritiro EVO 17.IV.2016: “Ignazio incontra Francesco”.

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ph:Giuseppe Amalfa SJ

 


#ph-indignabo

Telecronaca di domenica 10 aprile 2016!!

ind1Nome in codice: Holly e Benji.

La porta, due magliette. Avanzano insidiosi. Controllo totale del pallone. Rete!

ind2

I ragazzi segnano contro noi della Rete Loyola. Una partita tira l’altra, non perdetevi la prossima puntata.

Indignabo-RL-Cristina, Ludovica, Matteo, Martina, Gabriella, Stefano


Le mappe dell’Immigrazione

Martedì 9 febbraio, come gruppo “Indignabo” abbiamo partecipato a uno de “I Martedì di San Domenico“, organizzati dall’omonimo centro di studi. Durante l’incontro, dal titolo “Le mappe dell’immigrazione. Diritti, doveri e accoglienza” sono intervenuti Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica “Limes“, e p. Fabrizio Valletti sj, del “Centro Hurtado” di Napoli, luogo di formazione umana e professionale, diretto dalla Compagnia di Gesù.

Di seguito riportiamoimmigrazione-mappa-sito-600 alcune righe riassuntive degli interventi dei due ospiti.

“Se riusciamo a evitare una cosa stupida abbiamo già fatto una cosa intelligente”
L. Caracciolo sull’ipotesi di un’imminente guerra in Libia

Caracciolo, invitato a tracciare per i presenti una “mappa della migrazione” odierna, ha fornito un quadro geopolitico utile a inquadrare il fenomeno della migrazione non come un problema di carattere emergenziale ma come una caratteristica strutturale della specie umana.

Prima di passare a una sintesi delle cause e delle conseguenze della migrazione, Caracciolo ha voluto sovvertire alcuni luoghi comuni sulla migrazione, evidenziando ad esempio come l’Africa sia un continente da cui si esce pochissimo (essendo principalmente teatro di migrazioni interne), mentre l’Italia ha tuttora un tasso di emigrazione superiore a quello di immigrazione.

Fra le principali cause che da sempre spingono i popoli a migrare, lo studioso ha evidenziato: DEMOGRAFIA, CAMBIAMENTI CLIMATICI, CONFLITTI, DISGREGAZIONE degli STATI, ECONOMIA. Ognuna di queste cause vede strettamente collegati i territori di partenza con quelli di arrivo: l’Europa, ad esempio, non può dirsi estranea alle politiche instabili, ai mutamenti climatici, all’economia in crisi dei paesi del cosiddetto Sud del mondo.

Le migrazioni hanno poi degli effetti culturali (profilature etniche errate: ad es. migrante = arabo = musulmano = terrorista) ed istituzionali (disgregazione della libera circolazione delle persone in Europa, posizioni di chiusura che mostrano la debolezza della Convenzione di Shengen).

Caracciolo ha concluso il suo intervento auspicando una rinuncia all’intervento militare nei territori libici (che convaliderebbe la propaganda del sedicente “Stato Islamico” contro l’Occidente) e l’avvio di una gestione collettiva della situazione da parte dell’Europa.

“Saper leggere nelle differenze ciò che ci unisce”

  1. Valletti sj

Con il suo intervento, Fabrizio Valletti, ha sottolineato la necessità di una vera e propria  progettazione istituzionale e del singolo cittadino, che abbia come priorità l’educazione. In particolare, ricordando le varie attività e azioni svoltesi a Bologna in questi anni, è riuscito a testimoniare l’importanza di creare e promuovere un processo di integrazione e di accoglienza non solo a livello istituzionale, ma anche e soprattutto a livello locale. Approfondendo, Valletti ha spiegato anche come l’idea di accoglienza deve diventare strumento e al contempo obiettivo di un progetto politico che punta a offrire possibilità di integrazione culturale e sociale all’immigrato e che educhi i singoli cittadini a superare i pregiudizi e quell’idea negativa che stereotipa lo straniero come nemico.

Infine Valletti, è riuscito perfettamente a inviare un messaggio molto chiaro, non limitando il concetto di migrante solo a chi fisicamente lascia il proprio Paese e arriva nel nostro, ma allargandolo a tutti coloro che nella nostra società sono stranieri ed esclusi: “ Migrante è anche il detenuto perché da un carcere all’altro va espiando la sua pena; la giustizia difficilmente è riparatrice e finita la pena difficilmente potrà reintegrarsi in società.”

Indignabo- RL


 

 

Il gruppo Pietre Vive  della Rete Loyola, Sabato 20 febbraio p.v. dalle ore 15 alle ore 17:30, offrirà accompagnamento e guida per le visite alla Basilica di Santo Stefano in Bologna.

Tutti invitati…

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