La mia prima volta: il dono della rinascita


Nel giorno del compleanno scopro il valore della festa e i doni della quotidianità. Così diventa anche per me un giorno speciale 

Auguri! Buon compleanno! Come festeggi? Ogni anno la stessa storia. Ogni anno si ripete il 30 novembre e ogni anno sfuggo a feste e sguardi che possano lontanamente mettermi al centro dell’attenzione. Quasi non me ne accorgo neanche che giorno sia sul calendario e, come per molti amici, amici di amici e conoscenti, è Facebook a ricordarmi che…”Ehi, è il compleanno di Ilaria, falle gli auguri”.  Ho sempre vissuto il mio genetliaco come un giorno normale da trascorrere studiando, lavorando, anzi, studiando e lavorando ancora di più rispetto agli altri giorni per scontare il senso di colpa del ricevere regali che non mi spiego e sento di non meritare. candela1

Ma quest’anno è andata diversamente. Ho lasciato alle spalle la mia atavica mancanza di considerazione verso me stessa, le mie fisime su un senso di giustizia del tutto auto-costruito su ciò che merito e ciò che non merito, il mio mantello dell’invisibilità mentre tutti mi chiedono scandalizzati perché mai non festeggio. Facendolo ho ricevuto dal Signore una grazia incommensurabile: la consapevolezza sulla bellezza della mia vita, la meraviglia dello stare al mondo con il mio corpo, i miei pregi e difetti, la mia quotidianità colorata da persone splendide. Tutti doni, mica regali.
Accendo il cellulare e la prima vibrazione di Whatsapp è la firma di mia sorella: un messaggio vocale in cui mi canta Happy Birthday con una vocina stupida, di quelle che interpreta quando recita o vuole farmi ridere. La ascolto più volte e rido, rido tanto. La seconda vibrazione di Whatsapp: altro messaggio canterino, questa volta è Justine, una delle mie migliori amiche e compagna di vita. Ok, ora posso iniziare la mia lunga giornata. Ogni sguardo, ogni saluto, ogni abbraccio mi sembra eterna e reale presenza del Signore. Ogni angolo di strada emana luce e mi fa sentire a casa; ogni amico che mi sorride e mi fa gli auguri mi inebria di amore. Così vedo il film della mia vita e penso a tutti i passi mossi durante questo pellegrinaggio per scoprire che 27 anni fa nascevo, ma oggi rinasco con una maturità, una percezione di me e della mia relazione col Signore assolutamente nuova, consapevole e grata.

Durante la preghiera quotidiana mi balzano alla mente volti e sorrisi delle persone che amo, di quelle vicine e lontane e sento un soffio al cuore: gratitudine immensa per ciò che sono, i doni che il Signore mi ha messo nelle mani. Non sono oggetti di arredo, abbigliamento, addobbi carini, regali proporzionati al valore del regalo precedentemente ricevuto, cose magari anche utili ma semplici merci di scambio. Sono doni, il cui valore è inestimabile. E’ quel soffio al cuore che il Signore consegna gratuitamente per farti scoprire che ti ama con dolcezza e riverenza di Padre. Come posso sottrarmi a questo dono? Non posso, lo prendo e ringrazio con la commozione di un bambino. Non è mai troppo tardi per scoprire il valore della propria vita nel giorno che lo suggella: la bellezza di festeggiare il compleanno nella semplicità della quotidianità, rivestita dall’amore del Signore.

Ilaria

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