‎Hudud – حدود – Confini


 Hudud – حدود – Confini composto da:

– Ahmed Tanbouz  – la voce – originario di Tulkarem in Cisgiordania;
– Susanna Cocchi  – il flauto- di S. Giovanni in Persiceto (BO);
– Enrico Campagni-  darbuka e chitarra – di Sant’Agata bolognese;
– Ismael Huertas Gomez – violino –

 

è il gruppo che si è esibito al Centro Poggeschi sabato 24 ottobre u.s.
Gli artisti, dopo essersi conosciuti nel 2014 alle serate di arte migrante bologna, avendo trovato spazio e accoglienza durante il 2015 al Centro Poggeschi  per le loro prove, hanno costituito questo meraviglioso gruppo musicale interculturale, il cui nome – hudud – significa “limite”, “confine” che per loro rapppresenta lo spirito dell’incontro e il valore delle diversità quali essenziali elementi dell’arte e della comunicazione.
Da amici della rete e delle attività svolte dai Gesuiti, hanno accolto subito la proposta di suonare per l’evento organizzato dallo Spring Hill College Italy in favore dei rifugiati siriani.
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Dopo il concerto – molto emozionati per avere un pubblico intorno con anche bambini attenti e contenti – hanno ben volentieri lasciato le loro risonanze e impressioni spiegando come inevitabilmente la musica si metta al centro rilegando tutte le differenze e come il contatto diretto e l’ascolto siano essenziali per una vera connessione tra le persone.
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m.a.s.
foto Serena Miccolis
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2 pensieri su “‎Hudud – حدود – Confini

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